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Firenze |
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Sabato 19
Maggio
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FIRENZE - VIAREGGIO (parte prima) |
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La prospettiva di una
lunga (lunghissima) giornata in sella ha ridotto via via il numero degli
aspiranti partenti che alla fine sono rimasti in sei.
Qui - ore 7 di sabato davanti alla sede del Circolo ARCI Le Torri - siamo al via. In ordine da sinistra: Luciano Senatori, Sandro Erci, Roberto Burchi, Stefano Bugetti, Fulvio Farnesi. Qualche chilometro dopo si aggiunge al gruppo anche Ferrando Bacci. |
| Il gruppo approfitta della recente apertura di un percorso tutto sterrato che da Firenze (Le Cascine) conduce al Parco dei Renai a Signa. | ![]() |
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La giornata è
soleggiata. Tira un debole vento (e così sarà per i primi 70 chilometri)
che mitiga comunque la calura delle ore più calde.
I primi chilometri sono
tranquilli. Anche le foto - fatte in corsa con una mano sul manubrio e
l'altra sul pulsante di scatto (come si vede dall'ombra in basso)-
abbondano. |
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Nel tratto tra Signa
e Comeana,
costeggiando un fosso, facciamo sollevare in volo un branco di bellissimi
cavalieri d'Italia (a dir la verità gli unici cavalieri che ammiriamo
veramente).
A Comeana
ci meravigliamo nel vedere i ragazzi che attendono l'autobus per andare a
scuola. D'altra parte sono passate da poco le 8 ed è giorno di scuola.
Forse lo stupore è causato dal fatto che siamo noi (50-65enni) a
divertirci mentre loro vanno a "lavorare". Imbocchiamo
una bella sterrata (sentiero CAI
n°
1
) che presto entra nel bosco
seguendo le tracce di un torrente.
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| Sempre per bosco e
sterro si prosegue a lungo e sempre più in salita (ormai abbiamo già
percorso una ventina di chilometri) fino alla Fattoria
Le Ginestre (proprio sotto Verghereto)
dove si ammira il vasto panorama delle pendici del Montalbano
che degradano verso la piana che unisce Firenze a Prato.
La foto - scattata dalla fattoria - mostra i tratti scoperti del percorso (segnalati in rosso) che conducono da Comeana a Le Ginestre attraverso il sentiero n° 1. |
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Non lasciatevi
ingannare dalle immagini. Questa stradella è quella che nella foto sopra
è tratteggiata nella parte bassa (le case alle spalle di Fulvio sono
quelle della Fattoria). |
| Superato il gruppo di case, un tratto di asfalto promette meno sforzo, ma la pendenza non diminuisce affatto e lo sforzo nemmeno (lo si può notare dalla posizione delle ruote, che ondeggiano da una parte e dall'altra quando la velocità diminuisce parecchio). |
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Quando eravamo soddisfatti di aver guadagnato quota, un'improvvisa e ripida discesa ci fa ripiombare nella valle dove attraverso un'ampia forestale in poco più di un chilometro si guadagna una quota di ben 200 metri, mettendo a dura prova le doti di forza e resistenza (prova superata da tutti con orgoglio e spirito di gruppo: quasi tutti infatti, se da soli, sarebbero volentieri scesi a terra per un fare un pezzo spingendo la bici). |
| In breve raggiungiamo
il
Pinone (mt. 421), la prima
asperità della giornata, dove la strada riprende bella larga e asfaltata.
E' anche il primo punto di ritrovo con i nostri accompagnatori. Ci concediamo un attimo di sosta pregustandoci la bella discesa che ci condurrà a Vinci, nel cui museo dedicato a Leonardo è ricostruito - sulla base dei suoi disegni - il primo modello di bicicletta. Meno male che la tecnica ha fatto dei progressi: la bicicletta di Leonardo aveva le ruote, il sellino e il manubrio, ma non aveva catena e quindi occorreva spingersi coi piedi per terra e in più il manubrio era fisso e non poteva curvare. Addio Firenze - Viareggio! |
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| FIRENZE - VIAREGGIO (parte seconda) |
| FIRENZE - VIAREGGIO (parte terza) |
| FIRENZE - VIAREGGIO (parte quarta) |
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Foto |
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Stefano Bugetti |
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