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Firenze

Sabato 19 Maggio

FIRENZE - VIAREGGIO (parte prima)


RINGRAZIAMENTI
Questa piccola impresa non si sarebbe potuta realizzare
se non ci fosse stato l'appoggio logistico di 4 preziosi accompagnatori
(
Walter e Lidia Ginanni, Giancarlo Campi e Lisetta Burchi)
sempre (o quasi) al seguito con due macchine d'appoggio
piene di viveri e bevande

Partenti La prospettiva di una lunga (lunghissima) giornata in sella ha ridotto via via il numero degli aspiranti partenti che alla fine sono rimasti in sei.

Qui - ore 7 di sabato davanti alla sede del Circolo ARCI Le Torri - siamo al via.

In ordine da sinistra: Luciano Senatori, Sandro Erci, Roberto Burchi, Stefano Bugetti, Fulvio Farnesi. Qualche chilometro dopo si aggiunge al gruppo anche Ferrando Bacci.

Il gruppo approfitta della recente apertura di un percorso tutto sterrato che da Firenze (Le Cascine) conduce al Parco dei Renai a Signa.
La giornata è soleggiata. Tira un debole vento (e così sarà per i primi 70 chilometri) che mitiga comunque la calura delle ore più calde.

I primi chilometri sono tranquilli. Anche le foto - fatte in corsa con una mano sul manubrio e l'altra sul pulsante di scatto (come si vede dall'ombra in basso)- abbondano. 
Non sarà così qualche ora dopo, quando per la stanchezza tutto sarà più complicato e la necessità di risparmiare energie farà venir meno la voglia di fotografare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel tratto tra Signa e Comeana, costeggiando un fosso, facciamo sollevare in volo un branco di bellissimi cavalieri d'Italia (a dir la verità gli unici cavalieri che ammiriamo veramente).

A Comeana ci meravigliamo nel vedere i ragazzi che attendono l'autobus per andare a scuola. D'altra parte sono passate da poco le 8 ed è giorno di scuola. Forse lo stupore è causato dal fatto che siamo noi (50-65enni) a divertirci mentre loro vanno a "lavorare". 
Loro vanno a scuola e noi facciamo "forca" (che pure è giusto poichè, se vogliamo, è un pezzo indispensabile della bicicletta).

Imbocchiamo una bella sterrata (sentiero CAI 1 ) che presto entra nel bosco seguendo le tracce di un torrente.

La strada comincia a salire e occorre alzarsi sui pedali.

 

Sempre per bosco e sterro si prosegue a lungo e sempre più in salita (ormai abbiamo già percorso una ventina di chilometri) fino alla Fattoria Le Ginestre (proprio sotto Verghereto) dove si ammira il vasto panorama delle pendici del Montalbano che degradano verso la piana che unisce Firenze a Prato.

La foto - scattata dalla fattoria - mostra i tratti scoperti del percorso (segnalati in rosso) che conducono da Comeana a Le Ginestre attraverso il sentiero n° 1.

Non lasciatevi ingannare dalle immagini. Questa stradella è quella che nella foto sopra è tratteggiata nella parte bassa (le case alle spalle di Fulvio sono quelle della Fattoria). 
Sembra quasi piana. Ma i muscoli delle gambe e delle braccia avevano il loro daffare!

Superato il gruppo di case, un tratto di asfalto promette meno sforzo, ma la pendenza non diminuisce affatto e lo sforzo nemmeno (lo si può notare dalla posizione delle ruote, che ondeggiano da una parte e dall'altra quando la velocità diminuisce parecchio).

Quando eravamo soddisfatti di aver guadagnato quota, un'improvvisa e ripida discesa ci fa ripiombare nella valle dove attraverso un'ampia forestale in poco più di un chilometro si guadagna una quota di ben 200 metri, mettendo a dura prova le doti di forza e resistenza (prova superata da tutti con orgoglio e spirito di gruppo: quasi tutti infatti, se da soli, sarebbero volentieri scesi a terra per un fare un pezzo spingendo la bici).

In breve raggiungiamo il Pinone (mt. 421), la prima asperità della giornata, dove la strada riprende bella larga e asfaltata.

E' anche il primo punto di ritrovo con i nostri accompagnatori. Ci concediamo un attimo di sosta pregustandoci la bella discesa che ci condurrà a Vinci, nel cui museo dedicato a Leonardo è ricostruito - sulla base dei suoi disegni - il primo modello di bicicletta. Meno male che la tecnica ha fatto dei progressi: la bicicletta di Leonardo aveva le ruote, il sellino e il manubrio, ma non aveva catena e quindi occorreva spingersi coi piedi per terra e in più il manubrio era fisso e non poteva curvare. Addio Firenze - Viareggio!


FIRENZE - VIAREGGIO (parte seconda)
FIRENZE - VIAREGGIO (parte terza)
FIRENZE - VIAREGGIO (parte quarta)

 

 

 

 

Foto 

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