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Firenze |
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26 Maggio
- 3 Giugno
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TOUR DELLE ISOLE EOLIE |
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SALINA |
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Salina è la
meta del primo giorno. Siamo ancora neofiti, ma già abbiamo preso
confidenza con la barca. Praticamente la prua diventa "cosa
nostra". La Gloria e Giancarlo non si lasciano scappare il sole,
Walter ogni tanto arriva a controllare la situazione.
Approdiamo a Santa Marina Salina e facciamo un giro del paese. Non ci lasciamo sfuggire una bella granita al limone. |
| Fa caldo, ma
nei vicoli si respira. Sbirciando nei giardini si scoprono fioriture di
tutti i tipi. I limoni sono veri alberi stracarichi di frutti. Per forza
la granita è più buona che nel resto d'Italia!
Riprendiamo il viaggio intorno all'isola. Un gruppo di camminatori a tutti i costi chiede di essere sbarcato a Rinella per raggiungere a piedi il punto più alto dell'intero arcipelago: Monte Fossa delle Felci (963 m.). |
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Lo sbarco
avviene verso le 13. Anoeta (la nostra guida/angelo custode) contatta via
cellulare il servizio di bus che ci permetterà di raggiungere un punto di
partenza più comodo (a 300 metri di quota), risparmiandoci qualche
chilometro sull'asfalto torrido. Tutto Ok. Il bus delle 13.00 non è ancora passato e ci mettiamo ad attendere nella piazzetta. Gli altri riprendono la barca e raggiungono a Lingua la "salina" di Salina. Ma il bus delle 13 non arriva nè alle 13, nè alle 13,15, nè alle 13,30, nè alle 13,45 ... Al bar ci dicono che "dovrebbe" passare, ma qualche volta ... Finalmente verso le 14 arriva. Eccolo che arriva. Urra! Quando si nasce con la camicia ... |
| Abbiamo
conquistato il pullman, finalmente. Si sale per strada stretta e tornanti
verso Leni. Nel paese un uomo fa cenno all'autista di fermarsi. Ma
l'autista non accenna neanche a rallentare. Tutti noi a dire: "
Quell'uomo voleva salire ..." E l'autista, allegramente: "Passa
le giornate così, non vi preoccupate", e accelera. Siamo un pò
increduli. Ma quello allegramente ci porta proprio al Santuario della
Madonna del Terzito (facendo pure una deviazione), proprio dove inizia il
sentiero. |
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| Anzi diciamo
che era un caldo terribile, che più caldo non si può.
Spogliarsi era l'obiettivo. Ecco Giancarlo presso un casotto della forestale: un incrocio tra un corsaro e un messicano appena fuggito da una prigione abbandonata in mezzo ai cactus. |
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E qui la
Lisetta rinfresca le idee a Stefano con l'acqua miracolosa di un pozzo.
Sì, l'acqua. Perchè Salina è l'unica isola a possedere un'acqua
propria.
Lipari ha un desalinizzatore. Comunque a tutte l'acqua viene fornita da navi cisterna. |
| I vulcani
hanno una forma bellissima, che deve piacere tanto agli appassionati di
scienze matematiche (ma anche a tutti noi): sono dei perfetti
tronchi di cono.
Salina si distingue anche il lontananza per averne due quasi uguali per altezza ed estensione, per questo detti "gemelli". Uno è Monte Fossa delle Felci, l'altro è Monte dei Porri, che qui vediamo fotografato dalle pendici del gemello. |
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Adesso capite
l'origine del nome "Fossa delle Felci". La fossa è il vecchio
cratere, ormai irriconoscibile, quanto alle felci, beh ... sono
ovunque.
Nell'ultimo tratto della salita il sentiero è un varco tra felci rigogliosissime. |
| Dalla cima di
Salina (e di tutte le Eolie), il piacere di volare leggeri sulla luce che
confonde mare e cielo.
Una sequenza armonica di forme: dal fianco scuro del vulcano gemello di Salina all'emergere di Filicudi per cogliere infine, velata dai vapori che salgono lenti dal mare, Alicudi, la più lontana delle isole. |
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Su una cima
che si rispetti non manca la croce. La tradizione vuole che chi
"conquista" la cima venga premiato con una foto ricordo (qui
manca Luciano, che ha scattato la foto, ma ci sono ben 3 Stefani !). E' la giusta piccola ricompensa per dimenticare la fatica. Nessuno si è fatto fotografare da solo. Siamo animali sociali e ci vogliamo bene: ci piace molto di più la foto di gruppo. |
| Scendendo dal
culmine, in quindici minuti si raggiunge uno sperone che domina l'abitato
di Lingua con la "salina" dove gli altri si stavano
trastullando a visitare cantine, comprare capperi (quelli di Salina sono i
più famosi), o fare il bagno.
Nell'immagine il braccio di mare che separa Salina da Lipari (di cui si riconosce la località di Acquacalda e - a sinistra - le cave di pomice ). |
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| Il ritorno su
Santa Marina Salina si svolge su un sentiero ripido e infido per il
terreno friabile - un martellante e vertiginoso zig-zag di quasi
1000 metri di dislivello, percorsi in solo un'ora e mezzo.
Ci sono state alcune scivolate (previste da Anoeta). |
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Poco dopo
questa invitante "ripresina" in leggera salita con tanto di
protezione, Sandro è stato improvvisamente "inghiottito" dalla
vegetazione. Il bordo del sentiero, stretto e franoso, ha ceduto sotto il
suo piede, e lui s'è ritrovato alcuni metri sotto. La lente destra
dell'occhiale gli ha salvato l'occhio da un ramo malefico che ha deviato
la sua coriacea resistenza sulla guancia e sull'orecchio del nostro.
Sandro è riemerso dalla terra nero di polvere e rosso di sangue, che
sembrava una comparsa in un film dell'orrore.
Per fortuna, una volta lavato e cambiato, è ritornato Sandro (con qualche graffio). |
![]() Per noi del GATTO è stata una giornata e un viaggio eccitanti, ma per i gatti di Salina è diverso: qui non succede niente, ci si stira al sole dalla mattina alla sera ... |
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