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Firenze
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Se
siamo abituati a vivere in città, certamente avremo un'alta percezione
dei pericoli che sono propri della città (per esempio quelli legati alla
circolazione nelle strade). Durante un'escursione bisogna avere gli occhi ben aperti e osservare ciò che ci circonda, è opportuno lasciarsi tempo e spazio sufficienti per prendere le decisioni giuste (al limite quella di tornare indietro), è fondamentale non sottovalutare la natura, né sopravvalutare l'uomo. La maggior parte del rischio di incidente si elimina ancora prima di partire, con una buona pianificazione della gita:
La restante parte del rischio si elimina quando si giunge sul luogo dell'escursione:
Il pericolo maggiore è insito nella natura umana: l'istinto imitativo e associativo. L'istinto imitativo ci suggerisce:
"Se
vanno loro, possiamo andare anche noi ...",
senza aver valutato che fra "loro" e "noi" ci possono
essere delle differenze di capacità fisiche e tecniche notevoli. Allenarsi quindi a diffidare del proprio istinto "di gregge"! |
| La montagna è un ambiente che l'uomo
ammira ma conosce poco. Storicamente infatti sono stati propri i suoi
pericoli che hanno fatto preferire all'uomo le valli e le pianure come
luoghi in cui vivere stabilmente.
In larga parte i pericoli sono
legati a eventi meteorologici. |
| PERICOLI
DIRETTI
La quota L'alta quota di per sé condensa una serie di pericoli:
l'intensità del freddo e del
vento può causare ipotermia
e congelamenti,
che si prevengono con indumenti indossati a strato. Importante proteggere
le estremità (mani e piedi) poiché laddove il sangue di norma arriva
già con difficoltà, il freddo - che causa un'ulteriore vasocostrizione -
può causare principi di congelamento. La visibilità La visibilità ridotta (spesso ridotta nell'arco di pochi minuti) così frequente in montagna mette a dura prova la capacità di orientamento dell'escursionista. La nebbia, specialmente se cala su un pendio innevato, disorienta e cancella ogni tipo di segnale. Su terreno non innevato la nebbia rende umide e scivolose le rocce, può ghiacciare sul terreno, provocando anche pericoli indiretti.
Il freddo Può essere molto freddo anche a quote basse. Si tratta di un fattore
che contrasta con la necessità del corpo umano di mantenere una
temperatura costante tra i 36 e i 37 gradi centigradi. Gli indumenti,
indossati a strati, producono delle sottili camere d'aria che avvolgono il
corpo dell'escursionista e impediscono al freddo dell'aria di raggiungere
il corpo.
Quando la temperatura del corpo scende
sotto
i 35 gradi, compare l'ipotermia (diminuzione della
pressione arteriosa, perdita di coscienza fino, se la temperatura scende
ancora, alla morte). Il vento Il vento che investe il corpo dell'escursionista porta via lo strato
d'aria calda a contatto con la pelle e accelera fortemente il processo di
raffreddamento. Più aumenta la velocità del vento più la pelle si
raffredda.
Un esempio:
Poiché il rischio di congelamento compare con temperature inferiori a -30°C, in questa ipotetica escursione, che si svolge in una giornata invernale apparentemente non freddissima (+5°C in pianura), il vento costituisce un vero pericolo. E' quindi opportuno valutare, ancora prima di iniziare la camminata, se si è sufficientemente attrezzati (guanti, cappello, giaccone) per affrontare la gita. Oltre a causare più freddo, il vento rende più faticosi i movimenti e ostacola la respirazione. Perciò rende più impegnativa l'escursione. Se il vento è forte i disagi fisici si traducono poi in una sofferenza psicologica. Può essere utile conoscere una classificazione dell'intensità del
vento per regolarsi di conseguenza.
VENTO 1 DEBOLE (fino a 18 km/h) Un fazzoletto si muove appena, nessun effetto sulla neve, si avverte il vento sul viso. 2 MODERATO (18 – 36 km/h) Il fazzoletto si tende, la neve si solleva e forma cumuli, nessuna sensazione di fastidio. 3 FORTE (36 – 60 km/h) Il vento si fa sentire, si muove il fogliame, fremito del bosco, fischi, bastoncini da sci e cavi tesi vibrano, accumuli di neve di notevole intensità, se l'aria è molto fredda il vento è doloroso, rischio di congelamenti alle estremità già a –10°C, indispensabile usare indumenti che non fanno passare il vento. 4 MOLTO FORTE (60 – 90 km/h) E' difficile procedere contro vento, la neve sulle vette e le creste viene sollevata, i rami degli alberi vengono spezzati, possibili congelamenti a partire già da –5°C. 5 FORTISSIMO ( oltre 90 km/h) Progressione in posizione eretta molto difficile. Occorre interrompere ogni ascensione. La sensazione di freddo che dà il vento può nascondere un improvviso aumento della temperatura che, dopo una nevicata abbondante, mette a rischio di valanghe. I temporali I temporali sono precipitazioni improvvise causate da particolari tipi di nubi (cumuli congesti e cumulonembi), nubi isolate che crescono rapidamente in verticale. Ogni escursionista dovrebbe essere in grado di riconoscerle per la frequenza con cui danno luogo a piogge improvvise a metà giornata sulle montagne nella stagione estiva. Per imparare a riconoscerli vi inviamo alle nostre pagine sulle nuvole. Il pericolo principale del temporale è la scarica elettrica (fulmine). Per gli accorgimenti da tenere in caso di temporale vi inviamo alla nostra pagina meteo. La luce La montagna è il luogo dei raggi ultravioletti, che non sono percepiti dall'occhio, ma colpiscono egualmente la retina. Il fenomeno è importante soprattutto se i raggi sono riflessi da neve o ghiaccio. E' possibile che gli occhi, se non protetti, subiscano una congiuntivite che si manifesta 6-12 ore dopo con forte dolore oculare e intolleranza alla luce. Un paio di buoni occhiali da sole previene il problema. La luce solare può provocare ustioni sulle parti esposte del corpo. Usare creme protettive per il viso e le labbra. |
| PERICOLI
INDIRETTI
Si tratta dei pericoli che sono conseguenza dei fenomeni meteorologici. Valanghe Un improvviso aumento della
temperatura destabilizza il manto nevoso e può causare
valanghe. Il ghiaccio Un'improvvisa diminuzione della temperatura può gelare la brina, la neve e formare lastroni di ghiaccio. Attenzione a dove si mettono i piedi specialmente al mattino presto in giornate serene. Evitare di camminare sul bordo esposto del sentiero. Portare il peso del corpo sulla parte esterna della suola del piede a monte. Usare un bastone come appoggio e come attrezzo per scolpire nel ghiaccio un passaggio più sicuro. Superfici bagnate La pioggia, anche se breve, bagna il terreno rendendo
scivolose
sia le rocce che l'erba. |
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