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Firenze

26 Maggio  -  3 Giugno

TOUR DELLE ISOLE EOLIE


 PANAREA 
 

Un cappello di panna

Un cappello di panna montata.
Ecco Panarea in mezzo al mare: è la più piccola delle sette sorelle,  
qui completamente coperta da una nube "propria", 
come la si è vista (o intravista) dalla cima più alta delle Eolie, 
l'antico vulcano di Salina
 Monte Fossa delle Felci
.


Sulla destra una nube analoga copre la minuscola Basiluzzo, un isolotto che sorge in mezzo a piccoli scogli (le "formiche") affioranti pochi metri sulla superficie del mare, dove un paio di mesi dopo la nostra gita s'è incagliato un aliscafo della SNAV e tutti i TG ne hanno parlato (da notare che noi ci siamo passati in mezzo in piena notte, di ritorno da Stromboli, su una barca che filava a tutta: quando si dice il caso)

 

Porto Il porto di San Pietro, fitto di barche, accoglie il turista nell'isola "ricca" delle Eolie. 
Ricordate Alicudi ? Aspra, primitiva, selvaggia (l'energia elettrica è arrivata solo quattro anni prima della fine del secondo millennio). 
Ora immaginate l'esatto contrario: ecco Panarea.
Ad Alicudi il mezzo di trasporto più usato (l'unico) è il mulo. 
A Panarea nei vicoli stretti e bianchissimi di calce e luce circolano mini taxi elettrici, naturalmente silenziosi, ovviamente ecologici. Ti aspettano al porticciolo, innocui, ma segno della modernità di cui amano circondarsi i ricchi. Che non sono stupidi e sanno che il silenzio è - da qualche tempo - una ricchezza (l'inquinamento lo lasciano agli altri). 
E sono colti: perciò hanno trasformato Panarea in un salotto a disposizione degli architetti che - in modo del tutto politically correct - hanno costruito ville fondendo la cultura eoliana con il design da rivista patinata.

Panarea, le cui villette vediamo in lontananza da Capo Milazzese, è dunque una bellissima collana di case bianche talmente belle e decorate da apparire un set cinematografico, dove si gira un film che quelli di Alicudi non vorrano mai andare a vedere.

 

Da Cala Junco
La casa eoliana Eccola qui la "casa rurale eoliana". Naturalmente questa è solo una interpretazione d'autore. Nessun contadino abita qui.

I muri in calce, le travi per i pergolati, i grandi vasi, i colori tenui, la voluta semplicità: il visitatore rimane incantato.

Sembra quasi l'oblò di una nave. L'ombra che i cannicciato spande sul terrazzo fa intuire che si tratta solo di un particolare di una casa in stile eoliano.

Il turista ha l'impressione che questa architettura sia antichissima. Ma le cose non stanno esattamente così: fino a metà del 1800 quasi tutte le abitazioni rurali erano intonacate all'esterno solo con terra e pochissima calce (quindi non erano bianche). Le intemperie le deterioravano. Erano coperte da siepi. Lo scopo ? Essere difficilmente individuabili (le numerose scorrerie di invasori e pirati avevano insegnato agli eoliani a mimetizzarsi).

Oggi non c'è più bisogno di nascondersi. 
E a Panarea i vip fanno di tutto per non nascondersi.

La casa eoliana: particolare

Il fico d'India E' un bisogno fondamentale dell'uomo circondarsi di piante e fiori per sentirsi in pace con la natura (e provare il piacere di esserne padroni). 
Perciò ogni casa è un trionfo di fiori. In primo luogo quelli che crescono spontaneamente. 
L'isola è stracolma di fichi d'India che spuntano dalle rocce e dalle pietre che delimitano sinuosi muretti e intimi giardini.

Sotto una gigantesca pianta di gerani.

La bouganvillea si arrampica ovunque e tinge di rosso quasi ogni muretto o cancello 

Qui forma un pergolato come un lungo e principesco tappeto che conduce al mare.



E le meraviglie, i colori, le forme- come vedete - non hanno fine ...

Jacaranda mimosifolia

Sull'isola sono state introdotte a scopo ornamentale anche piante esotiche, come questo albero di jacaranda mimosifolia, originario del Brasile.

Raggiunge i 15 metri di altezza, ha stupendi fiori viola che lo fanno assomigliare alla mimosa. Sconosciuto a tutti noi, poichè non sopravvive a temperature vicine allo 0°C.

Cala Junco

Anche il mare è bellissimo: questo è Capo Milazzese, su cui sorgono i resti di un villaggio preistorico che risale a circa 1400 anni prima di Cristo. 
Cala Junco, un'insenatura del Capo, ci dice che negli ultimi 3400 anni i gusti dell'uomo non sono cambiati: il luogo è stupendo e i "primitivi" s'erano scelti il luogo migliore per vivere a Panarea. 
Più bravi dei vip.

Caletta dei Zimmari Il "trenino" che cammina su Cala Junco è una parte del G.A.T.TO. che oltrepassa la cala e sale sul Capo ad ammirare lo steso spettacolo di 3400 anni fa (villette escluse). Un gruppo, appena vista la spiaggia di sabbia, si ferma e rimane qui a prendere il sole e fare il bagno. Non è facile trovare una spiaggia di sabbia - e così lunga - alle Eolie.
Gli altri proseguono e scendono oltre la Punta Milazzese, su spiaggia di sassi, in mezzo agli scogli. 

A destra vedete il tipo di scogliera: si tratta dell'interno di un'antica bocca vulcanica poi crollata nel mare.

La roccia di Cala Junco

Le "sirenette" Sullo sfondo di Salina appare lo scoglio Bastimento e ancora più vicino uno scoglietto su cui sono saliti - a fare le sirenette - Giancarlo e Franco.

Qualcuno - (Andrea o Stefano ?) - cerca di raggiungerli. 

Chi scrive - ostinatamente incapace di galleggiare - ha dovuto arrangiarsi con pinne e occhiali (rigorosamente gialli) per godere della bellezza del luogo.

Guardare il blu profondo solcato da raggi di sole e branchi di pesci e pensare "questo era un vulcano che sputava fuoco" è una grande emozione.

Panarea è un'isola per ricchi.
Non dimenticatelo.

Ecco perchè il pranzo ce lo facciamo sulla barca. E' una novità per noi. E pure divertente.

Stiamo insieme ed è bello stare insieme.

 Nello stesso tempo ci rassicuriamo a vicenda che non ci capiterà mai di diventare così ricchi da desiderare una villetta a Panarea. 
In fondo, una vera fortuna.

Pranzo in barca
Pranzo in barca Il pranzo è discreto, anche se non incontra i favori di tutti. Però alla fine i piatti erano proprio vuoti, come potete ben constatare. E quando sono vuoti, vuol dire che ...

 


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Stefano Bugetti