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Firenze |
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26 Maggio
- 3 Giugno
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TOUR DELLE ISOLE EOLIE |
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Il porto di
San Pietro, fitto di barche, accoglie il turista nell'isola
"ricca" delle Eolie. Ricordate Alicudi ? Aspra, primitiva, selvaggia (l'energia elettrica è arrivata solo quattro anni prima della fine del secondo millennio). Ora immaginate l'esatto contrario: ecco Panarea. |
| Ad Alicudi il
mezzo di trasporto più usato (l'unico) è il mulo. A Panarea nei vicoli stretti e bianchissimi di calce e luce circolano mini taxi elettrici, naturalmente silenziosi, ovviamente ecologici. Ti aspettano al porticciolo, innocui, ma segno della modernità di cui amano circondarsi i ricchi. Che non sono stupidi e sanno che il silenzio è - da qualche tempo - una ricchezza (l'inquinamento lo lasciano agli altri). E sono colti: perciò hanno trasformato Panarea in un salotto a disposizione degli architetti che - in modo del tutto politically correct - hanno costruito ville fondendo la cultura eoliana con il design da rivista patinata. Panarea, le cui villette vediamo in lontananza da Capo Milazzese, è dunque una bellissima collana di case bianche talmente belle e decorate da apparire un set cinematografico, dove si gira un film che quelli di Alicudi non vorrano mai andare a vedere.
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Eccola qui la
"casa rurale eoliana". Naturalmente questa è solo una
interpretazione d'autore. Nessun contadino abita qui.
I muri in calce, le travi per i pergolati, i grandi vasi, i colori tenui, la voluta semplicità: il visitatore rimane incantato. |
| Sembra quasi
l'oblò di una nave. L'ombra che i cannicciato spande sul terrazzo fa
intuire che si tratta solo di un particolare di una casa in stile eoliano.
Il turista ha l'impressione che questa architettura sia antichissima. Ma le cose non stanno esattamente così: fino a metà del 1800 quasi tutte le abitazioni rurali erano intonacate all'esterno solo con terra e pochissima calce (quindi non erano bianche). Le intemperie le deterioravano. Erano coperte da siepi. Lo scopo ? Essere difficilmente individuabili (le numerose scorrerie di invasori e pirati avevano insegnato agli eoliani a mimetizzarsi). Oggi non c'è più
bisogno di nascondersi. |
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E' un bisogno
fondamentale dell'uomo circondarsi di piante e fiori per sentirsi in pace
con la natura (e provare il piacere di esserne padroni). Perciò ogni casa è un trionfo di fiori. In primo luogo quelli che crescono spontaneamente. L'isola è stracolma di fichi d'India che spuntano dalle rocce e dalle pietre che delimitano sinuosi muretti e intimi giardini. Sotto una gigantesca pianta di gerani. |
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La bouganvillea si arrampica ovunque e tinge di rosso quasi ogni muretto o cancello |
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Qui forma un pergolato come un lungo e principesco tappeto che conduce al mare. |
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Sull'isola sono state introdotte a scopo ornamentale anche piante esotiche, come questo albero di jacaranda mimosifolia, originario del Brasile. Raggiunge i 15 metri di altezza, ha stupendi fiori viola che lo fanno assomigliare alla mimosa. Sconosciuto a tutti noi, poichè non sopravvive a temperature vicine allo 0°C. |
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Anche il
mare è bellissimo: questo è Capo Milazzese, su cui sorgono i resti di un
villaggio preistorico che risale a circa 1400 anni prima di Cristo. |
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Il "trenino" che cammina su Cala Junco è una parte del G.A.T.TO. che oltrepassa la cala e sale sul Capo ad ammirare lo steso spettacolo di 3400 anni fa (villette escluse). Un gruppo, appena vista la spiaggia di sabbia, si ferma e rimane qui a prendere il sole e fare il bagno. Non è facile trovare una spiaggia di sabbia - e così lunga - alle Eolie. |
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Gli altri proseguono e
scendono oltre la Punta Milazzese, su spiaggia di sassi, in mezzo agli
scogli.
A destra vedete il tipo di scogliera: si tratta dell'interno di un'antica bocca vulcanica poi crollata nel mare. |
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Sullo sfondo
di Salina appare lo scoglio Bastimento e ancora più vicino uno scoglietto
su cui sono saliti - a fare le sirenette - Giancarlo e Franco.
Qualcuno - (Andrea o Stefano ?) - cerca di raggiungerli. Chi scrive - ostinatamente incapace di galleggiare - ha dovuto arrangiarsi con pinne e occhiali (rigorosamente gialli) per godere della bellezza del luogo. Guardare il blu profondo solcato da raggi di sole e branchi di pesci e pensare "questo era un vulcano che sputava fuoco" è una grande emozione. |
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Panarea è un'isola per
ricchi. Non dimenticatelo. Ecco perchè il pranzo ce lo facciamo sulla barca. E' una novità per noi. E pure divertente. Stiamo insieme ed è bello stare insieme. Nello stesso tempo
ci rassicuriamo a vicenda che non ci capiterà mai di diventare così ricchi
da desiderare una villetta a Panarea. |
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Il pranzo è discreto, anche se non incontra i favori di tutti. Però alla fine i piatti erano proprio vuoti, come potete ben constatare. E quando sono vuoti, vuol dire che ... |
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Stefano Bugetti | ||