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Lido Adriano

La discesa nel bosco verso Marradi ( fantastico l'attraversamento dei torrenti ) è costellata d'incidenti e cadute in un tratto scosceso e sassoso reso franoso dall'aridità del terreno. Vittima principale di queste cadute è Marco che è costretto a riprendere la strada di casa (con una sosta al Pronto Soccorso di Borgo San Lorenzo: per fortuna nessuna frattura).

Ci sfilacciamo un pò. Il morale è basso al punto di ritrovo con gli accompagnatori. A Marradi siamo in discreto ritardo sulla tabella di marcia. Fa caldo. Dolori da stanchezza o da caduta, fame e sete completano il quadro.

Rifocillati e dissetati. Si riparte. La strada asfaltata e la leggera ma costante pendenza in discesa ci rinfrancano assai.

Si può riprendere a fotografare, a guardare il paesaggio: il peggio è passato, dovremmo farcela in qualche modo.

E' una convinzione che deriva dalla forza di volontà (la vera molla di ogni progetto, in particolare di questo) e non dalla matematica. Siamo a Marradi intorno alle13 e 30 a 80 chilometri dalla partenza. Mancano però ancora 90 chilometri.

Preghiamo Santa Discesa di non finire più.

Ma la cruda realtà è diversa. Dopo Brisighella ci attende un'implacabile nemica: la Calda Pianura. La temperatura dell'aria è più vicina ai 40 gradi che ai 30. Ombra poca o niente.

Nella sosta di rifornimento prevista si da fondo a tutto ciò che può dissetare, dall'acqua alle albicocche.

Il dovere è dovere. Si riparte. Ma Fulvio ha ancora sete e la sete gli suggerisce un pensiero saggio: ho paura di affaticarmi troppo se continuo così, meglio se mi riposo un pò.

Una ventina di chilometri in macchina, la bicicletta sul tetto, e Fulvio può di nuovo scendere e pedalare fino all'arrivo.Questo vuol dire rispettarsi!

Piano piano le colline ci scivolano alle spalle, si comincia il conto alla rovescia: meno ottanta, meno settanta ... poiché si parla e si scherza sempre meno e una delle domande più frequenti è sempre: quanto manca ancora ?
Il gruppo si è ricomposto e un amico del Leo che abita vicino a Ravenna è venuto a riscontraci in bici da corsa (poco prima di Faenza), per guidarci in un labirinto di strade secondarie in mezzo alla campagna romagnola, la qual cosa ci allungherà di qualche chilometro il percorso ma preziosamente ci consentirà di viaggiare su strade del tutto prive di traffico.
Entrano in azione i nostri autisti. 

Dotati di macchine fotografiche diventano più audaci ( qui Roberto che - sporgendosi dal finestrino - scatta al volo, a sua volta ripreso da Sanzio).

 

E di qua si pedala, zitti e sempre più concentrati sui pochi metri davanti alla ruota anteriore, ben riparati dai compagni davanti per faticare meno. 
Arriviamo a pochi chilometri da Forlì, passiamo a sud di Ravenna: ormai sentiamo (immaginiamo) il colore e l'odore del mare. Fulvio è risalito sulla bici. Nel frattempo Alberto è dovuto salire in macchina, vittima di un colpo di calore (l'asfalto brucia come il sole).

I chilometri finali sono su una strada diritta che sembra non finire mai, presa d'infilata da una brezza contraria che rallenta la velocità. Sembra di andare in salita. Qualcuno sogna la casa del Leo, come uno che s'è perso nel deserto sogna un'oasi.

Ed eccoci finalmente! Sulla vostra destra (non visibile) un'accogliente villetta spalanca le sue porta. 
Sulla sinistra (non visibile) a pochi metri la spiaggia e, dopo una duna, il mare.

Arrivati !!!!

 

Una normale  giornata di giugno per i villeggianti del Lido. Per noi un evento speciale.

Il brutto della fatica è che quando sei stanco non riesci a godere di quello che hai fatto, neppure se quello che hai realizzato ha del fantastico ( eh, la solita storia del sabato nel villaggio).

Ma a noi basterà un paio d'orette e una bella cena per recuperare energie e lucidità e godere di questa piccola impresa.

Merita dare un'occhiata alla pagina n° 5 per comprendere che superiore godimento ci sia a stare a tavola tutti insieme, seduti su una sedia comoda (ahi il sellino !) e con i piedi ben fermi sotto il tavolo.

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