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Firenze

10 Gennaio 2002

Molino del Pallone - Pracchia

La giornata comincia nel peggiore dei modi. Piove. L'influenza ha decimato i partecipanti. Chi rimane a letto. Chi si alza, guarda il cielo e torna a letto. Alla stazione Santa Maria Novella siamo solo 6 (!).

- 6 andata per Molino del Pallone ! - chiediamo. Il bigliettaio non l'ha mai sentita nominare questa stazione (andiamo bene). Poi scopre che digitando "mulino" il computer non trova nessuna stazione. 


La "stazione" di Molino del Pallone

Ecco il treno che ci lascia sul marciapiede della stazioncina

8.39 - si parte. 

E si fa il viaggio insieme a un fondatore del G.A.T.TO. - Roberto - che è anche colui che ha creato il nome del gruppo ( un giorno viene e fa " e se ci chiamassimo "gatto" ?). Ora abita sulle montagne pistoiesi ma lavora a Firenze. 
Sta tornando a casa dopo un turno di lavoro notturno.

Lui scende a Pracchia (freddo vento nuvole). Noi proseguiamo sulla vecchia gloriosa "Porrettana" - la prima linea Firenze/Bologna - due stazioni oltre. Qui la sorpresa: il sole !

Sul sentiero Attraversato il Reno, inizia subito una lunga salita, verifica immediata della formula:

S + S = C 

(Sole + Salita = Caldo)

Il sentiero - che porta a Posola e Campeda - è una vecchia mulattiera ancora ben lastricata.

Quella che segue è una sequenza di scatti (con un teleobiettivo da 300 mm) sul campanile della località Boschi - posto sulla montagna opposta a quella su cui ci muoviamo. Dapprima si intravede solo la parte superiore e in ombra del campanile, poi comincia a comparire il tetto della chiesa e qualche casa. 


Salendo ancora si scorge un borgo e ancora montagne, l'ultima delle quali è l'Orsigna appena innevata durante la notte. Procedendo verso sud e allontanandosi si scorge la faccia opposta del campanile, la chiesa e un piccolo cimitero. 

Durante almeno 4 delle 5 ore di escursione il campanile di Boschi è sempre ben visibile, come una stella polare. Ma via via, cambiando il punto di osservazione, ci appare diverso. Come nella vita. Spesso, cambiando la nostra collocazione nello spazio e nel tempo, pur rimanendo noi gli stessi, cambiamo il nostro modo di vedere le cose.
Posola A Ca' dei Bocchi, ormai in quota ci soffermiamo a dare un'occhiata al paesaggio. Il luogo è stupendo. Case di pietra in letargo come le ortensie. Ma nell'aria si respira già la voglia di aprire porte e finestre alla primavera imminente.
Rai o Mediaset ?

 

 

 

 

 

 

 

 

Tuttavia non ci sfugge un particolare che incrina l'entusiasmo: davanti alla porta di una casa un televisore "sbudellato" aspetta invano che qualcuno lo porti a morire in pace in una discarica a valle, possibilmente autorizzata. 

Quei circuiti nudi, quella "cartina" piena di sentieri che si contorcono su se stessi, ci mettono pena. 

Il muschio e la pietra hanno avuto ragione ad attendere pazienti un'altra primavera.

A proposito di televisione ! Ispirati dal luogo i nostri hanno voluto una foto ricordo. Il Presidente del G.A.T.TO. (S.B.) - a tale carica giunto perché l'unico mancante alla riunione la sera dell'elezione - ne ha approfittato per fare le corna a Luigi (che si è prestato alla necessità). 
Come si può osservare dall' immagine
che ritrae il Presidente del Consiglio S.B. ad una riunione dei ministri degli esteri in Spagna, il gesto è diventato di gran moda negli ultimi tempi e segno di un modo nuovo, "informale", di comportarsi con colleghi e amici. 

Si noti comunque la differenza: il ministro spagnolo Piquet - a differenza di Luigi - è inconsapevole di quel che accade alle sue spalle e proprio per questo l'espressione di S.B. Presidente del Consiglio è più soddisfatta ("gliel'ho fatta!" sta pensando, esattamente come pensò quando vinse le elezioni) di quella di S.B. presidente del G.A.T.TO. 
Non c'è confronto tra un grande statista e un ingenuo pivellino !
Questo percorso ci ha ispirato numerosi confronti. 
A proposito di furbizia, chi è più furbo della volpe ? Pare che non ci sia. Ma osservate bene lungo i sentieri: le fatte che si osservano in luoghi un pò elevati e ben visibili (piccoli massi, tronchi ...) sono escrementi di volpe, l'unico animale che - forse per dare un segnale di territorialità - si espone alla vista in un frangente così delicato. 

E di "fatte" di volpe ne abbiamo viste tante. Tutte un pò diverse ( a segnalare una diversa alimentazione), comunque simili a quella colta nell'immagine a sinistra. Ma oggi viviamo nel mondo di Internet e una volpe più "aggiornata" delle altre (sotto a destra) sta tentando di imitare la "at" o "chiocciolina" della posta elettronica:@

 

 

 

 

 

Nei pressi di Posola (sui 900 metri di quota) ci sono enormi castagni. Camminando in quota si attraversano numerosi fossi e torrenti (insidiosi per il muschio umido). 
Qualche casa qua e là. Da notare i tetti che degradano a valle per seguire l'inclinazione del terreno. Dentro i camini scoppietta la legna e un fumo leggero azzurrino sale su per il cielo inondato di luce.
E' giorno di festa. I lavori e i loro strumenti attendono. Tra poco la primavera scoppierà e cominceranno nuove attività negli orti e nei giardini.

 

Siamo ormai nei pressi di Lagacci, un paesino delizioso e tranquillo. E anche tutt'intorno l'atmosfera è luminosa.
Siamo sul sentiero 169, che - come si vede - passa tra le villette. Pare che quest'anno vada di moda il gatto.
Ecco il campo sportivo della squadra del Lagacci. Si direbbe che la situazione finanziaria e di classifica del club  non sia troppo florida. Chissà se Cecchi Gori vorrà comprarla.
Potrebbe trattarsi della foto aerea di un bosco. Invece è del semplice muschio che copre per decine di metri un muretto nei pressi di Frassignoni, l'ultima frazione prima di giungere a Pracchia.


Ed eccoci a alla stazione. Cinque ore esatte di cammino. Come da programma. E tutti a dire (come sempre): - Che bella giornata ! Che bel percorso !

Una mezz'oretta d'attesa. Alle 15.43 il treno sbuca dalla galleria, cioè da sotto la montagna che noi abbiamo percorso sopra. Un pò stanchi, ma soddisfatti, scendiamo a valle sulla vecchia Porrettana.

 

POST-SCRIPTUM

Se la faccenda delle "corna" è apparsa a qualcuno un pò volgare e pacchiana, vogliamo ribadirne l' importanza del fenomeno nel costume e nella cultura italiana di oggi. 
In pratica questa pagina ha immortalato una fase decisiva della Storia d'Italia.

Infatti dopo pochi giorni 
anche il premio Nobel Dario Fo 
si è allegramente cimentato nel gesto

e in pochi giorni "fare le corna" è diventato di massa ...

anche se è evidente la differenza tra la raffinatezza e l'eleganza gestuale di S.B. e la ruvida improvvisazione degli uomini qualunque !

 

alla mappa del percorso

alle escursioni 2002

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Stefano Bugetti