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Firenze |
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11 MARZO |
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Le Crete hanno un fascino sottile
per chi le affronta provenendo dalla città.
Hanno il respiro tranquillo del tempo che non fa a pugni con lo spazio (come in città). |
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A destra un tipico aspetto delle
crete: i calanchi, dovuti all'erosione dei terreni argillosi a causa delle
piogge.
Le argille provengono dalla deposizione di materiale in sospensione nelle acque del mare che 4 milioni di anni fa invase questa parte della Toscana. |
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Pochi elementi
isolati (una casa, un cipresso, una pozza) semplificano e rendono di
facile lettura il paesaggio, guidando lo sguardo lontano (e senza sforzo)
in prospettive ampie e luminose. |
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Il fango non è un problema per chi
fa escursionismo. Sta fiorendo il biancospino e sparge il profumo nell'aria. Seduti in poltrona a casa, annoiandosi davanti alla tv, non sentiremmo mai quel profumo che arriva improvviso e non capisci quale soffio di vento e da quale parte te l'offre, finché, voltandoti, non scorgi quei minuscoli fiorellini bianchi: ciascuno insignificante, in gruppo un soffio d'aria leggera. |
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Lungo il percorso abbiamo trovato più animali che esseri umani: numerosi greggi di pecore che pascolavano sotto l'occhio protettore dei cani pastori (senza i pastori, forse seduti in poltrona davanti alla tv per un meritato riposo), un maiale in un casolare abbandonato, un cavallo, gatti, cani. Eccoci
qui alle prese con due nostri fratelli a quattro zampe. |
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Foto: |
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