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Firenze |
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7 Novembre 2004
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Valdarno Minerario |
Le valli di Forestello Vincesimo Morbuio


Uno dice "miniere" e subito ci viene
in mente
il ventre sporco e buio della Terra.
Ma la luce tranquilla che emana la superficie di questo laghetto
a due passi dalla zona mineraria
ci conferma che la bellezza della terra toscana è ovunque
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Quello che vedete è un
grande piano coltivato. Fino agli anni '70 era la Valle di Forestello.
Successivamente è stata riempita con la terra scavata nelle vicine miniere a
cielo aperto di lignite, che servivano per alimentare una centrale Enel. Anche le "valli" di Vincesimo e Morbuio sono state riempite con decine di milioni di metri cubi di terra. |
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La giornata è bella. Sta per finire un lungo periodo di caldo, ma il freddo intenso è ancora in cammino e giungerà qui solo l'indomani della gita. |
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Il caldo e l'umido
delle settimane precedenti hanno fatto esplodere migliaia di funghi. Nei
boschetti che fiancheggiano le "valli" ve ne sono di tutti i tipi. Questi sono tra i più pericolosi: le Amanite. Chi fosse interessato a conoscere i funghi e a distinguere i buoni dai cattivi può tornare alla home page e da qui seguire i links che conducono agli atlanti relativi.
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Il comprensorio è stato oggetto di interventi finalizzati al recupero ambientale e sono stati costruiti ex novo interi boschetti. |
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Numerosi gli istituti di ricerca che seguono lo sviluppo della flora sottoponendola a varie sperimentazioni. |
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Stanno per cadere, il
loro ciclo di vita è alla fine. Eppure queste foglie colgono ancora la luce del sole per un ultimo guizzo di vita. |
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Da una ringhiera fa capolino una rosa canina che fa concorrenza a questo splendido ultimo sole di novembre. |
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Ecco come si "mangia" la terra alla ricerca di lignite. Un macchinario enorme grande quanto un palazzo che rode il terreno e poi lo sputa su un nastro trasportatore. |
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La ruota ha un
diametro di una decina di metri. Qui abbiamo simulato la vibrazione e il
rumore che genera un simile mostro quando è in funzione.
E sotto come appare il terreno graffiato dalla macchina. |
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Lasciata la zona delle
valli siamo scesi sul lungolago che porta a s. Cipriano.
Un luogo tranquillo. Nel prato all'inglese di un albergo sulle rive del lago un gallo vigoroso e coloratissimo zampetta nell'erba rasata. |
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L'escursione è lunga
circa 14 km. La si percorre in 3 ore e mezza, soste escluse. Difficoltà zero (dislivelli minimi, stradelle larghe) salvo la possibilità di perdere l'orientamento e la mancanza di segnali (si vada alla pagina della mappa) |
La vita è ovunque:

licheni sul tronco di un frassino

Il laghetto di San Cipriano dove vivono aironi e gru
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Stefano Bugetti |