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Firenze |
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13 Gennaio 2002
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Montalbano |

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Prima gita dell'anno. 22 i partecipanti.
Infreddoliti, ma desiderosi di tornare a muovere le gambe. Tempo: freddo
intenso, alta pressione da molte settimane, nebbia su tutte le valli.
Qualcuno sottolinea la somiglianza coi paesaggi delle antiche pitture
cinesi. |
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L'escursione - di circa 15 chilometri - si arrampica sul crinale del Montalbano, dapprima con vista sulla piana della metropoli Firenze-Prato-Pistoia e poi, una volta iniziata la discesa, sulla valle dell'Arno. Sebbene ci sfugga l'inizio di un sentiero (siamo tutti molto impegnati a parlare e a respirare l'aria della libertà), la cartina ci aiuta a ritrovare la strada. |
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Sul sentiero che scende dalla Torre di Sant'Alluccio
verso la valle si incontrano dei "colleghi". Mountain-bikers che
stanno salendo verso il crinale.
Nel G.A.T.TO. si è infatti creata una "sottosezione" di appassionati di bici da montagna. Per Roberto, Luciano, Sandro e Stefano vedere una bici tutta fangosa che s'aggrappa al terreno e sale, sale, sale ... è un grande piacere ! |
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Il bosco dorme il suo inverno e noi lo
sfioriamo appena. Ben diversa la sorte che attende i cinghiali, attesi sul
crinale da un gruppo di cacciatori.
A mezzogiorno si esce dal bosco e si incontrano le prime case e i primi campi tutti pettinati a ulivi.
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Santa Lucia, quattro case che oziano sulla collina annusando la luce e il tepore del mezzogiorno. Vecchie mura e qualche crepa. Storie di contadini, ma anche di geni: a un tiro di schioppo da qui nacque e fantasticò Leonardo da Vinci. |
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Il sentiero improvvisamente sprofonda in una
piccola forra, solcata da un torrentello, che 500 o 600 metri oltre, uscendo
all'aperto, lambisce la collina su cui sorge la casa natale di Leonardo.
Nel buio dello stretto fosso crescono rigogliose le più antiche piante del mondo: le felci. |
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Giunti alla prima casa di Faltognano, un simpaticone che infiasca il vino trova il modo di offrircelo a tutti, proprio a tutti. Un
bel vinello rosso. A stomaco vuoto non è il massimo, ma a un quarto d'ora
di cammino ci attende la terrazza della chiesa di Faltognano il cui leccio
centenario ormai ci riconosce e ci accoglie a braccia aperte (è già la
terza volta che, nel giro di quattro anni, vi facciamo sosta per
mangiare). |
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Qui abbiamo fatto conoscenza con questo
micione, placidamente disteso sulla stradina asfaltata (quando mai ci è
passata un'automobile ?).
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Sul muretto di una casa in pietra, proprio
accanto alla porta d'ingresso, una piastrella ironizza sul diffuso uso di
circondarsi di cani enormi dai denti aguzzi e dalla voce terribile a scopo
di difesa.
Ogni buon camminatore sa quanto è fastidioso sentirsi abbaiare all'improvviso da dietro una siepe o una rete. E la domanda è sempre la solita: e se la rete alla fine è bucata ? |
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Ma oggi non possiamo dir male dei cani.
Proprio oggi che il ventitreesimo "gatto" è Tommy, il cane di
Stefano e Rosanna.
Eccolo che punta un biscottino o qualcosa del genere. Tommy se l'è vista brutta. Nello scontro diretto con un cagnaccio nero cinque volte più grosso di lui stava per rimetterci la coda se Stefano non l'avesse sollevato due metri da terra con slancio atletico. |
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Abbiamo tutti la ferma convinzione che sia
l'estate il tempo della luce.
Ma nel bosco è diverso: solo ora che quasi tutti gli alberi sono spogli e si lasciano penetrare dai raggi del sole, solo ora i sempreverdi emergono dal gruppo in uno scintillio di riflessi luminosissimi. |
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... intanto, appena fuori dal bosco
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... il classico paesaggio toscano |
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Le giornate sono brevi. Il sole scende sull'orizzonte. Gli uomini abbandonano il campo. Le canne si lasciano scivolare nell'ombra e gli alberi si tengono compagnia nell'oro luccicante del tramonto. |
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