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Firenze

26 Maggio  -  3 Giugno

TOUR DELLE ISOLE EOLIE


Viaggio e sistemazione


Ore 22.30 di venerdì 25.
Binario 4 della stazione di Campo Marte a Firenze. Comincia la vacanza.

62 gambe e braccia si divincolano fra un centinaio di valigie (alcune più grandi dei proprietari), zaini, borse in attesa del treno per Milazzo.

Il treno arriva in orario.

Pronti ? Via !

Campo di Marte
Sul treno Il Ginanni ha preparato tutte le possibili combinazioni per disporsi in cuccetta: A va con B (che però vuole andare con C), C va con D ed E (che però vogliono andare con B ...). 
Risultato: tutti all'assalto del treno, tutti bloccati nel corridoio dove la fanno da padrone le maxivaligie incastrate in un maxipuzzle.
Si invoca la presenza del capotreno per rimettere ordine. Il capotreno ( saggio ) ci manda a dire: arrangiatevi! 
Dopo una mezz'oretta - non si sa perchè - tutti hanno trovato la loro sistemazione. La legge del caso, cioè del caos, funziona sempre. 
Presto sono approntate le cuccette. Nell'immagine a fianco Franco appare soddisfatto della sistemazione. Ma spostate lo sguardo più in alto: sulla sua testa incombe pericolosa una ciabatta ...
La notte trascorre tranquilla, cioè parecchi non dormono, altri sognano di essere su un treno che per lo sconquasso non li fa dormire, altri si giustificheranno dicendo che hanno dormito.

All'alba siamo in Calabria. Piove.

A Villa San Giovanni staccano alcune carrozze e rimaniamo in coda.

Luciano sta guardando i binari che scorrono via. 
Immagine simbolica: caro stress quotidiano ti lasciamo alle spalle, non preoccuparti per noi !

Addio stress
Nella pancia della Balena Qui entriamo nella pancia della balena. Il traghetto delle Ferrovie dello Stato ha aperto la bocca e ora ci mangerà per risputarci dopo una mezz'oretta a Messina. La traversata ci fa venire in mente le polemiche sul ponte di Messina, che senza dubbio hanno influito sul voto dei siciliani alle ultime elezioni ( 61 seggi su 61 al centrodestra ) e la balena ci ricorda la Balena bianca (DC) che adesso si dice sia diventata azzurra (FI). Appena sbarcati a Messina un enorme poster postelettorale  di Silvio Berlusconi accoglie chi arriva in Sicilia: " Grazie, di cuore ". La balena dunque esiste davvero.

In Toscana non ne abbiamo visti neanche uno di quei poster. Siamo stati poco gentili con Lui, ammettiamolo.

Durante la traversata si può lasciare la carrozza e salire in superficie a prendere una boccata d'aria. 

E' nuvoloso, ma almeno non piove più. Siamo ottimisti: in mezzo al mare farà sicuramente bello.

Giunti a Messina i tronconi del treno vengono ricomposti e si riprende per Milazzo. 

Ecco la Sicilia. Per qualcuno è la prima volta. 

Stretto di Messina

Il ferroviere Le impressioni dal finestrino: terra bellissima, odorosa e luccicante di fiori ovunque, eppure trascurata, in alcuni tratti abbandonata al degrado. 
Ci ha colpito la lunga serie di macchine bruciate o sfasciate nel letto di un torrente (che chiaramente esiste solo pochi giorni l'anno). 

Il treno ferma a Gesso, una minuscola stazioncina. Motivo: un lungo tratto della ferrovia è ancora a binario unico ( e si parla di grandi opere come il ponte di Messina ! ). Mentre attendiamo, questo cane ferroviere va su e giù lungo i binari e controlla che tutto sia a posto.

Giunti a Milazzo ci sono dei problemi per prendere l'autobus che dalla stazione porta al traghetto.

Una corsa salta completamente. Qualcuno malignamente suggerisce che ci sia un accordo tra tassisti e autisti dei bus. La corsa successiva è nostra. Solito assalto corsaro e il mezzo lo riempiamo tutto da soli. Sembra di essere su un bus dell'ATAF in Via Cavour nell'ora di punta.

Due ore di traghetto ci portano prima a Vulcano (odore di zolfo nell'aria fin da lontano) e poi a Lipari che vediamo in quest'immagine.

 Traghetto per Lipari
Lipari Finalmente arriviamo a Lipari, dopo circa 18 ore di viaggio.

Al porto ci attende Anoeta, il nostro angelo custode per tutta la settimana di vacanza. 
Dovrà subito fare degli sforzi vocali per sovrastare il vocio generale di questa scolaresca di Firenze (per via dell'età quasi tutti pluriripetenti). Superare la tonante voce del Ginanni si rivela fin da subito impresa disperata.

A piedi raggiungiamo l'Hotel Rocce Azzurre (le valigie ci precedono su un mezzo dell'albergo). 
E' un bell'albergo con le zampe praticamente nell'acqua, a ridosso di una delle poche spiaggette di sabbia dell'isola, il Porto delle Genti (foto sotto), dove si può prendere il sole e, con la maschera, inseguire migliaia di pesci di tutti i tipi.
 Hotel Rocce Azzurre
hotel Rocce Azzurre Siamo di nuovo all'ingorgo della sistemazione nelle camere. Era da mesi che il Ginanni attendeva questo momento, per sfoderare un inoppugnabile lista che teneva conto delle coppie e dei single, della compatibilità di carattere e - massimamente - della capacità (sic!) di russare. Nella lista v'erano camere riservate ai russatori e altre a quelli incapaci di tale espressione sonora. Un lavoro di bilancino, ispirato al manuale Cencelli (uno che non sopportava chi russava) che nemmeno Berlusconi è riuscito a fare altrettanto nello stilare la lista dei suoi ministri.

Ma l'imprevisto era in agguato: alcune camere non erano disponibili, alcuni dovevano traslocare in un residence un pò più distante. Chi si sacrifica ?
Eppoi c'era la questione delle camere con la vista sul mare (chiedere alla Lisetta ...). Chi rinuncia alla camera con vista (un occhio chiuso per dormire, quell'altro aperto per guardare il mare) ? Qualche malumore. 
Poi, come nelle favole, "tutti vissero felici e contenti". 

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Stefano Bugetti