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Firenze |
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27/28 Ottobre
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Viareggio/Antro del Corchia |
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Lo vedete ? E' un rametto di una splendida e fioritissima buganvillea - e siamo alla fine di ottobre - nel giardinetto di casa Campi dove un primo gruppo ha soggiornato il sabato pomeriggio e la notte in attesa di un secondo gruppo giunto a Viareggio la domenica mattina. Vi dobbiamo ricordare ancora una volta come si mangia ( e si dorme) in quel piccolo paradiso ? |
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La passeggiata sul lungomare è d'obbligo per chi soggiorna a Viareggio (controindicata per chi non ama lo struscio). Si finisce sempre per incontrare qualche conoscente (controindicata per chi non ha voglia di rispolverare il passato). I camminatori non possono fare a meno di giungere fino al molo. Vi si giunge quando comincia il crepuscolo. Alcune nubi si stanno addensando sulle Apuane. |
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Al mattino la colazione, il
giornale e poi ... che facciamo ? Altra passeggiata fino al molo
naturalmente (fino alle 10 indicata anche per chi non ama lo struscio). La
veduta è la stessa, ma del sole non c'è più traccia. Nubi sempre più basse e
minacciose nascondono le cime. E presagiscono pioggia imminente. |
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Sul molo è "parcheggiato" questo lussuosissimo yacht che pare fresco di cantiere. Appena scendono due gocce immediatamente due uomini di bordo passano con lo straccetto ad asciugarlo tutto (per il proprietario si tratta certo di un lavoro "socialmente utile"). Ci deve essere una qualche relazione - ora ci "sfugge" quale - tra la fame nel mondo e lo straccetto che lucida il principesco barchino. Si ha la sensazione che la bianca dimora sia lì esposta apposta per rendere palpabile la sua inaccessibilità. |
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Ci rammenta
cos'è la proprietà "privata". Ovvero per spendere così tanti miliardi
bisognerà di certo aver "privato" (nel senso di
"tolto") tempo, sudore o denaro a qualcun altro. Ci
(Anna, Viola, Marco e Stefano) facciamo una foto riflessi sul lungo
cristallo che pare nascondere un caldo e accogliente salotto per gli
ospiti. |
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E questo
è il molo di Viareggio. I pescatori sono appena rientrati dal loro monotono e spesso
infruttuoso lavoro notturno. Qui
sotto un tipo a quattro zampe osserva la scena e in attesa di un
bocconcino gode delle carezze di quell'animale che è l'uomo, il miglior
amico del gatto. I gatti sanno di essere riusciti ad
"addomesticare" l'uomo da tempo immemorabile. Gli uomini escono la notte a
uccidere i pesci, ma i gatti li lasciano in pace. |
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Il cielo promette male. Comunque la gita si svolge al riparo in grotta e a mezzogiorno partiamo per Levigliani, una frazione di Stazzema. Un paesino che, grazie alla recente apertura dell'antro, ha trovato nuova energia. Poche anime in paese, ma le iniziative non mancano. Capitiamo nel bel mezzo della prima sagra della castagna. Capita a proposito. Non tanto le castagne, quasi tutte o bruciate nel vero senso della parola o impossibili da sbucciare. Quanto il tendone che ci permette di sederci e mangiare all'asciutto. |
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| Tanto fumo, poco arrosto (e dietro il fumo il Corchia che emerge, tutto bucato come una caldarrosta mangiata dai bachi; pensate ben 60 chilometri di grotte tutte comunicanti !) |
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Perdonateci se la storia finisce qui, ma una volta giunti con un minibus sempre con una ruota sul bordo scosceso dei numerosi tornanti, è scattato il divieto di fare foto. Il percorso dentro la grotta - dotata di una modernissima attrezzatura di controllo e di illuminazione - dura circa 2 ore e mezza. E' alla portata di tutti. E' bellissimo l'anello finale (laghetti, ruscelli, colonne). |
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Stefano Bugetti |