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Firenze
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Campomigliaio - San Piero a Sieve |
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Itinerario di
14 km per
4.30 ore di cammino e
400 metri di dislivello |
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La partenza è a Campomigliaio: all'altezza della
stazione attraversare il torrente Carza e prendere il sentiero n° 60,
che si immette sullo 00 che proviene da Tagliaferro (altra località
possibile punto di partenza). Il sentiero 00 risale le pendici di un bel bosco fino a sbucare sulla strada asfaltata che proviene da Bivigliano nei pressi della Badia del Buonsollazzo. Seguendo a sinistra sull'asfalto in direzione Polcanto si giunge alla Tassaia dove si imbocca lo stradello in discesa indicato sulle carte escursionistiche come parte dell'anello n° 7 del SOFT (Sorgenti di Firenze Trekking). A lato in giallo le tracce GPS fino a poco dopo la Tassaia, in bianco il resto del percorso sul sentiero 7 fino a San Piero a Sieve. |
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A lato lo stesso percorso, stavolta disegnato
sulle linee di livello. Il dislivello in salita è di circa 400 metri. |
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Qui invece il grafico altimetrico relativo al
tratto Campomigliaio - Tassaia. Invece di completare il percorso l'escursionista dotato di GPS è tornato indietro sulla stessa via, eccetto una piccola variante all'altezza di Camporomano: questo spiega la chiara simmetricità del disegno (evidenziata dal segmento verticale rosso). |
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Giornata di sole splendido con temperature che
hanno raggiunto i 22 gradi (all'ombra). La salita è sembrata più faticosa del previsto a causa del caldo. Per le piante da fiore invece quel sole era una manna. |
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Ne hanno approfittato un pò tutti: in primo luogo le primule già belle esplose di vita in bei mazzi sulle ripe ombrose lungo i sentieri, poi gli insetti, già svegli e pasciuti in abbondanti leccornie apparecchiate sui rami degli alberi da frutto. |
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E poi all'appuntamento non mancavano neanche
gli altri, occhietti di mille colori sparsi qua e là come le bollicine
della rosolia. Ah la primavera ! E' come una malattia esantematica dell'infanzia. E come contagia ! |
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Però ... Però, come nei più classici films del neorealismo italiano - dove l'allegria si vena sempre di qualche nota malinconica - il mondo non è solo una festa per i nuovi arrivati: ecco dunque una foglia morta, dignitosamente adagiata sul terreno, a ricordare l'autunno appena trascorso, anch'essa testimone del ciclo della vita. |
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Ecco la Badia del Buonsollazzo. Già esistente nell'anno 1000, fu tenuta prima dai Benedettini, poi dai Cistercensi. E' un bellissimo complesso con aspetto settecentesco da cui si gode uno splendido panorama sulla valle del Mugello e sull'Appennnino (visibile tutto innevato l'Abetone). Attualmente disabitata e inagibile. |
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La Badia appare all'improvviso alla fine
della salita.
Il bel prato verde di luce - e quasi piano - e il nome beneaugurante di Buonsollazzo invitano a una foto ricordo. |
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Attenzione ai segnali. Dopo la Tassaia
(nella foto) sono quasi scomparse le segnalazioni del sentiero SOFT 7.
Qui è visibile il punto in cui inizia
(nessuna indicazione su alberi o muretti). |
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Perchè così va il mondo: quando non ne hai bisogno trovi mille segnali (quelli bianco/rossi sono del CAI, quelli gialli sono del SOFT), ma quando ti servono non ci sono (magari c'erano, come si sospetta nel caso dei segnali SOFT). |
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Nè poteva mancare una segnalazione per la Via degli Dei, un trekking che parte da Piazza Maggiore a Bologna e si conclude in Piazza Signoria a Firenze. | |
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Campomigliaio, un luogo dove la pace resiste. |
Gruppo ristretto oggi ...

... a lungo inseguito e mai raggiunto da due ombre
(che qui attraversano il ponte sulla Carza)

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