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Firenze

9 Dicembre

Antella - S.Donato in collina




A Montisoni - il punto panoramico dell'escursione - sembra di essere in paradiso. 
A chi vuol farsi baciare, il sole lo bacia. 
Osservate la foto: nessuna posa forzata, nessun sorriso richiesto. E' naturale letizia. Corpi rilassati, sorrisi veri. E' l'effetto "trekking", cioè andare insieme verso una meta. Qualunque meta, senza neppure l'obbligo di arrivarci (e comunque ci si arriva), senza fretta (solo così possiamo sentire i baci del sole sulle guance fredde). 
L'importante è farlo insieme. 

Questo è il punto di vista di un partecipante in bici, che "insegue" i camminatori già avviati sulla salita che conduce a Montisoni

I colori dell'autunno rendono le colline intorno a Firenze ancora più belle.

Sulla destra la chiesetta di Montisoni, oggi sede della Comunità "L'incontro"


Quello che promettono senza che accada  mai qui accade: gli "ultimi" sono i primi ( ma ad essere raggiunti).

La voce tonante di Walter raggiunge le orecchie infreddolite del ciclista diversi tornanti prima. Ad una curva eccolo apparire. Sta dando una lezione di lingua italiana. Tema: quali parolacce sono da considerarsi offensive e quali no. Secondo voi , per una donna, "tr..." è più o meno offensivo di "pu..." ?

Qualche minuto dopo, presso un tabernacolo, viene raggiunto il resto del gruppo.

Il "ciclista" riferisce il tema del dibattito: cacio sui maccheroni per  Walter che riprende con calore  ad esporre le sue ardite teorie ( la Madonnina del tabernacolo ha dovuto tappare occhi e orecchie al Fanciullo ).

Tra gli astanti c'è un professore universitario vero, ma a stare sulla cattedra è un altro ...

Il ciclista ha ormai raggiunto tutti. Mostra con orgoglio il suo "cavallo". C'è una forte affinità tra il trekking e l'escursionismo in mountain-bike: si frequentano gli stessi luoghi. uguale è lo spirito d'avventura, cambia solo la difficoltà (molto più pericolosa la bici). 
Il cammino riprende. Si passa ad altri argomenti. Il trekking è così. Il passo lento, il silenzio, lo stare insieme favoriscono il dialogo, la discussione. Si parla di quello e di quell'altro. La conversazione non langue mai, tanto che si potrebbe sospettare che qualcuno viene alle gite per chiacchierare più che per camminare, il che non è affatto di minore importanza e soddisfazione.

 

In un mondo di mass-media che ci parlano addosso ma non colloquiano con noi, evviva il "chiacchiering" !

Sulle colline

Due luoghi diversi ?

Lo stesso luogo invece, in due momenti diversi. 
A sinistra il gruppo di camminatori della gita odierna. 
A destra i ciclisti del G.A.T.TO. durante la Firenze - Cetica (Casentino) nel 2001.

A sinistra sono le 10 del mattino. Il luogo è esposto a nord. A occhio il sole non illuminerà mai durante il giorno la stradella. Una quercia poderosa già dorme nel freddo.

A destra sono le 8 del mattino. E' fine maggio. Il sole illumina da molto il luogo. L'erba è rigogliosa. La quercia sfoggia ampie fronde alla cui ombra si riparano i ciclisti sudati per la durissima salita appena superata.

Perchè tante foto di paesaggi ? vi chiederete. Semplice. Vi diamo dei suggerimenti per riconoscere la strada per il paradiso.
I casi sono due. O voi siete non credenti e una strada così dovreste già considerarla il vostro paradiso (qui ed ora) o voi siete credenti e allora dite: pensate veramente che il Paradiso abbia colori e luci più belle ?
Il paradiso ha un muretto basso su cui ci si può sedere e ascoltare il silenzio e, nel silenzio, le voci pacifiche degli "altri". Laggiù, in basso e lontano, e anche così vicino che lo si può osservare bene, il "mondo" coi suoi frenetici sconquassi. Ma da qui sembra bellissimo, come uscito dalla penna di un decoratore rinascimentale o dal pennello di un impressionista. 
Forse è bello davvero.

(la foto dimostra che in paradiso ci si arriva anche in bicicletta)

 

 

La campagna toscana è qui. 

Potremmo stare delle ore incantati a guardare l'ordine e la irripetibilità di ogni collina, l'apparente casualità con cui spuntano qua e là cipressi e case coloniche, la punteggiatura degli oliveti.

 

Probabilmente non dobbiamo cercarlo il paradiso. Ci siamo nati dentro. Una vera fortuna.
Anche una piccola amarezza: non avere gli occhi di chi, straniero, arriva qui e scopre che il paradiso c'è davvero.

E' questa l'ultima gita dell'anno. 
Era giusto, dopo tanto cammino, giungere in paradiso. 
E' che ci abbiamo preso gusto e l'anno prossimo ricominciamo daccapo.

 

alla mappa del percorso

alle escursioni 2001

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