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Firenze

26 Maggio  -  3 Giugno

TOUR DELLE ISOLE EOLIE

 


 ALICUDI 

Alicudi e Filicudi

A malapena riuscirete a distinguerla.
Emerge dalle nebbie sulla linea dell'orizzonte, lontana.

E' così che Alicudi si vede da Lipari al tramonto.
Più vicina (sulla destra) Filicudi.

 

I vulcani gemelli di Salina La si raggiunge partendo di buon mattino, in una bella giornata di mare calmissimo che ci fa sperare un incontro coi  delfini.

Presto ci lasciamo alle spalle Salina, coi suoi vulcani gemelli. 

Il viaggio è lungo.

La ragazza nella foto non fa parte del nostro gruppo. Difficile vederci leggere. Siamo tutti ragazzini - dati anagrafici a parte - e ci siamo giocati sette giorni alle Eolie sempre con gli occhi aperti sul cielo e sul mare, curiosi, alla ricerca di sensazioni "fisiche". 
Ogni tanto è bene lasciare che gli occhi vaghino lontani.

Porticciolo di Alicudi.

Non è così affollato di barche come quello di Panarea. Sul piccolo molo non ci sono taxi elettrici ad attenderci: non ci sono nemmeno strade ma solo una lunga scalinata che porta alle case sparse sulla groppa di questo vulcano spento.

 

 

Una barca all'asciutto (sotto) ci consente di fotografarsi a vicenda attraverso l'elica. 

Ve l'abbiamo detto, siamo dei ragazzini ...

Porto
Fotografarsi 1

Fotografarsi 2

Il mezzo di trasporto ideale Ecco il potente mezzo messo a disposizione dei visitatori: il mulo. Che, a differenza dei taxi elettrici, sa salire i gradini, passa in luoghi stretti, porta grossi pesi e va anche senza che si attacchi ad un generatore di corrente.

Già. Ad Alicudi la corrente è arrivata solo quattro anni fa. Fino ad allora niente luce, niente frigoriferi, niente televisione ...

A proposito: a chi non l'avesse ancora visto consigliamo la visione di "Caro Diario" di Nanni Moretti, che con la solita sferzante ironia fa un gustoso quadretto sulle Eolie.

Al porto sta giungendo il postino, che naturalmente - siamo ad Alicudi - non è vestito da postino. 
Porta la posta su e giù per l'isola su un piccolo cingolato che gli consente di superare agevolmente i gradini del sentiero.

Il postino

Un'auto ad Alicudi ?

E questa è l'unica auto dell'isola, una fiammante sportiva rossa. 
Però è solo un giocattolo, un'automobilina a pedali abbandonata in mezzo ad altri oggetti in disuso.

Sul mare, limpido e azzurrissimo, la barca sta attendendo il nostro ritorno.

Prendiamo a salire la scalinata che porta alla chiesa. 
Una signora affacciata a una piccola finestra ci offre il caffè. No grazie, rispondiamo, un pò stupiti e quasi sconcertati dall'offerta.

La scalinata è un sentiero (o viceversa). La terra è riarsa. E' difficile sopravvivere dove manca l'acqua. 
Eppure qualcuno ci riesce. Come questa pianta che si affaccia e fiorisce al sole da una fessura tra uno scalino e l'altro.

Si nasce dove si può
E pure la vegetazione arborea cresce - e rigogliosa - sull'isola, come questa pianta d'ulivo, antica e fitta di fronde.
E' uno degli pochissimi ulivi di Alicudi, uno di questi che fanno compagnia all'unico cipresso dell'isola che a sua volta fa da spalla - quasi fosse un campanile - alla chiesetta di San Bartolomeo, la facciata rivolta verso il mare e il tetto pieno di sole.

 

La chiesa di San Bartolomeo
Una casa eoliana

L'escursione sta finendo. Nello stesso viaggio è compresa la visita (e un tuffo) a Filicudi ( sullo sfondo ) che dista un'ora di barca da qui.

Lasciamo Alicudi al suo silenzio, sperando che resista ancora un pò ai desideri voraci del mondo del mercato, globale o locale che sia.

 

 

 

 

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Foto 

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