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Come ogni anno la primavera rispunta dalla terra, coi suoi profumi.
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Per ripetere questa escursione si consulti la
cartina "Itinerari nella Montagnola Senese e Bosco di Lecceto" a cura
del CAI di Siena Ed. Multigraphic, sul cui retro è descritto l'intero
percorso (che riportiamo interamente più in basso).
Ottime le segnalazioni sul terreno.
L'anello, che comincia e finisce a Santa
Colomba, si percorre in senso orario e tocca Monte Maggio, Casa Altieri e
Fungaia. |
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Si parcheggiano le auto
nello spazio antistante la chiesa. |
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Visto il tempo è il caso
di propiziarsi gli Dei contro la pioggia.
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Caratteristica inconfondibile dell’abitato di S. Colomba è la grande villa
di Baldassarre Peruzzi, denominata “Villa Petrucci”, la cui sagoma è ben
riconoscibile anche da lontano.
La villa è stata trasformata nel secolo XVII.
Al suo interno si può osservare una bellissima scalinata elicoidale. |
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Esternamente, nella parte
bassa, sono visibili tratti di muro a scarpa del castello precedente, al
quale apparteneva anche la torre, trasformata in campanile della chiesa
d’origine romanica. All’interno di quest’ultima sono presenti belli
affreschi.
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Dalla Villa Petrucci di S.
Colomba (m 338) si segue a piedi la strada asfaltata che conduce a Casabocci
(cartello indicatore). Fatti circa 100 metri si lascia l’asfalto, per
seguire a sinistra una buona strada sterrata. La carrozzabile procede
attraverso campi, oliveti e tratti di bosco, costeggiata sui due lati da
muretti a secco. Dopo aver percorso circa 1 Km, si abbandona la sterrata per
prendere a destra una mulattiera in salita, che transita subito fra le case
di Colle. Al bivio dopo gli edifici si va a destra, poi si svolta subito a
sinistra ad imboccare un sentierino che procede a lato di un maneggio.
Sbucati sulla stradella asfaltata di accesso alle varie villette della zona,
la si segue verso sinistra. Fatti pochi passi, termina l’asfalto e la strada
si trasforma in mulattiera, che subito si biforca. Prendendo il ramo di
destra, si passa davanti alla Casa Cennano, quindi ci si addentra nel bosco
di lecci. Si continua in leggera salita, incontrando presto una deviazione
sulla destra (che si trascura), dopodiché la mulattiera si fa pianeggiante.
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Dopo un lungo tratto senza
possibilità di errori, la stradina si biforca: qui si deve prendere il ramo
di sinistra. Poco oltre, giunti in prossimità di un campo incolto,
s’incontra un quadrivio dove si segue la mulattiera di destra, che si alza
in lieve, costante salita. Dopo 20 minuti di cammino attraverso il bosco in
prevalenza di cerri, si giunge ad un nuovo quadrivio, dove si deve
proseguire diritto. La mulattiera, fattasi di nuovo pianeggiante, continua
per il bel bosco di cerri. Dopo altri 10 minuti s’incontra un importante
bivio, dove si tiene la sinistra (la stradina di destra porta al rudere di
Casa Alteri). Percorsi circa 100 metri, si arriva infine al punto dove il
sentiero n° 108 s’inserisce nel sentiero n° 100 (quota m 581).
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Il tratto di ritorno, quasi
tutto in discesa, ci conduce in località “La Canonica Di Fungaia” Il
complesso è stato trasformato in un “Bed & Breakfast”, ristrutturato
veramente ad arte ha mantenuta tutta la sua bellezza.
Siamo stati accolti dai
proprietari con molto calore, ci hanno anche aperta la chiesa e date alcune
spiegazioni. Abbiamo ripreso il sentiero che con dei saliscendi terribili,
specie per Walter, ci hanno ricondotti a Santa Colomba.
Siamo stati accolti, dai
proprietari, con molto calore, ci hanno anche aperta la chiesa e date alcune
spiegazioni.
Abbiamo ripreso il sentiero
che, con dei sali e scendi terribili, specie per Walter, c’hanno ricondotti
a Santa Colomba.
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Ville e agriturismi, offrono ai loro ospiti tutto il desiderabile. Ci siamo
anche noi.
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Resti di Casa Altieri,
dove abbiamo fatto sosta.
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Forno per fabbricare la
calce. |
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San Michele Arcangelo (Fungaia)
Di probabile origine
duecentesca, venne ampliata nel 1638 e nel 1869. all’interno un piccolo
affresco di Madonna col Bambino, databile alla metà del trecento e vicino ai
modi del Niccolò Segna. Ebbero Signoria in Fungaia, alcuni magnati senesi,
com’era quel Baldovino Gerardino, che nell’ottobre del 1128, stando in
Siena, donò alla Badia di S. Salvatore a Isola, le terre che egli possedeva
in Lecore, e a Fungaia |
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In visita alla chiesa, dove
si ricorda che il trekking non si esaurisce nel camminare.
L'escursionismo è un antico
approccio alla scoperta del mondo, quindi è cultura. |
Sotto il Gruppo in foto
ricordo

Altra foto di gruppo,
questa volta davanti alla "Casa Gatti" - neanche a farlo apposta !

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